Samuel Stern 48 La Cella

Samuel Stern 48: La Cella

Samuel Stern 48 “La Cella” in edicola dal 31 ottobre 2023

Soggetto e sceneggiature di Massimiliano Filadoro – Marco Savegnago, Gianmarco Fumasoli

Disegni di Yuri A. Di Curzio

Edimburgo, novembre 2023
“Colui che deve andare in prigionia, andrà in prigionia; colui che deve
essere ucciso di spada di spada sia ucciso. In questo sta la costanza e la fede
dei santi.”
Dalla finestra spingo il mio sguardo oltre i tetti delle case, verso “il
nulla del mondo”, ma gli occhi non vedono niente che non sia già nel cuore, e il mio cuore è cieco. Già da tempo.
Cosa ci impedisce di “vedere con il cuore”, provare quell’afflato divino
comune alle grandi anime, la spinta che faceva gridare di gioia una Teresa
d’Avila o sprofondare in una placida stasi dorata un Aurobindo?
“Stiamo diventando degli insetti, simili agli insetti…”
Nel racconto del grande scrittore boemo “Nella colonia penale” si
racconta di un terribile supplizio inferto da un diabolico congegno che
incide a sangue parole sulla carne viva del condannato.
A mio parere però la parte più sorprendente è quella in cui il suppliziato,
scampato insperatamente alla dolorosa morte, si mette stupidamente a
scherzare con il boia che fino a poco prima lo stava guardando morire.

Ciò non prova, a posteriori, l’assoluta giustezza di quella condanna in-
ferta?

Non è l’entità del reato a convalidare la punizione, ma la nostra supina
accettazione al martirio o, più modernamente, al contenimento dei nostri
corpi in spazi controllati, in celle d’isolamento architettoniche e mentali.
È rivelatorio pensare che il concetto di prigione come punizione non
esisteva prima del XIX secolo, e nel Medioevo, per esempio, la sua unica

funzione era quella di recludere i prigionieri fino al pagamento del loro ri-
scatto, fosse questo in denaro o con una spettacolosa morte pubblica.

In questo eterno presente, il nostro “fine pena mai” inizia dal nostro
corpo, unità di misura di un sistema carcerario aperto fatto di stanze,
corridoi, zone mentali a traffico limitato che costituiscono la scenografia di
questo Panopticon in cui siamo rinchiusi, osservati e osservatori di un potere invisibile.
Chi ha costruito queste carceri, quali occhi si nascondono nella torre
centrale?
Quelli del carceriere oppure di un altro recluso, che si trincera dietro
quattro mura per fuggire allo sguardo di milioni di occhi invisibili?

Angus Derrylang

La trama:

L’albo inizia con l’incontro tra Samuel, l’agente Toons o come ama farsi chiamare Starfish, e l’agente Gillian che si mostra preoccupato per il Rosso e teme che l’esorcista possa fare qualche scelta sbagliata, viste le notizie sui suoi genitori scoperte nell’albo precedente e l’apocalisse personale che sta vivendo. A tal proposito i cervelloni dell’agenzia pensano che l’apocalisse possa essere, in piccolo, la stessa cosa accaduta ad Abisko, ossia un accumulo di energia all’interno di un uomo tale da scombinare la struttura dello spazio-tempo e che Stern possa essere un accumulatore di energia oscura dovuta ai suoi esorcismi. Gillian promette a Samuel che non esploderà e che non verranno coinvolti in questa apocalisse i suoi amici e soprattutto sua figlia.

L’azione si sposta e troviamo Padre Duncan a Roma, chiamato a colloquio dai vertici del gruppo degli Inquisitori dopo quanto successo a Loch Caithlin.

Intanto Samuel e Gillian sono arrivati presso la sede ufficiale di Singularity nel Regno Unito e l’agente mostra a Samuel un vecchio video che lo riguarda: si trova incosciente su un lettino, monitorato da Padre Cornelius che pensa che il Rosso possa essere un potenziale Anticristo, entrato in contatto con una coven. La cronologia di questo episodio si riferisce a dopo la morte della moglie, quando Samuel ebbe una ricaduta e, per tornare in sé, venne messo in una gabbia di contenimento dove la sua stessa energia avrebbe dovuto farlo ritornare in uno stato di coscienza.

E fu in quell’occasione che Gillian lo vide la prima volta: l’agente gli racconta quello che seppe dal sacerdote, facendo venire fuori alcuni particolari inediti sul suo passato che neanche Samuel ricorda. Viene alla luce che è sempre stato vigilato, come avveniva per ogni bambino consacrato al Male, in quanto aveva già avuto durante l’adolescenza un incontro con le ombre, e che un nuovo momento di possessione ci fu dopo la morte della moglie, quando avvenne appunto l’incontro con l’agente.

Gillian, dopo aver rivelato a Samuel tutto quello che conosceva del suo passato, lo porta in una sala monitor su cui l’agenzia controlla tutte le persone “esotericamente interessanti” e tra i tanti “monitorati” Samuel vede anche sua figlia Lily, anche lei attenzionata dall’agenzia.

La bambina in quel momento si trova proprio in quella sede per motivi di sicurezza e, mentre sono lì a chiacchierare, l’agenzia subisce un attacco da alcuni agenti posseduti e il Rosso e sua figlia vengono accompagnati in una zona protetta dove purtroppo non riusciranno ad essere al sicuro….

Non vogliamo raccontarvi oltre per lasciarvi il piacere di scoprire da soli il finale, ricordiamo che questo racconto è il terzo dei dodici albi dedicati alla saga dell’Apocalisse dell’esorcista di Edimburgo e in ognuno di questi capitoli abbiamo scoperto e scopriremo altri nuovi particolari sulla vita di Samuel e dei suoi compagni di avventura, come in questo episodio per l’agente Gillian.

Non Vi resta che leggere, anche questa volta, il racconto fino alla fine!!! Correte ad acquistare questa nuova avventura del nostro eroe di Edimburgo in edicola!!!


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