Samuel Stern 39 Una Prigione Di Carne

Samuel Stern 39: Una prigione di carne

Samuel Stern 39 “Una prigione di carne” in edicola il 31 gennaio 2023.

– Soggetto e sceneggiatura di Gianmarco Fumasoli

– Disegni di Daniele Miano

Edimburgo, gennaio 2023

Da ormai molto tempo le mie notti sono diventate un viaggio insonne in
stati diversi di coscienza, costellate da brevi momenti in cui cado in un

sonno allucinatorio, che mi rimanda indietro ad attimi di un passato mai vissuto.

Ma nei minuti in cui sono sveglio, catalettico, mi dedico a un’attività pe-
culiare, quella di cercare di spodestare la tirannia del pensiero, che per tutta la vita mi ha mosso come un burattino, facendomi credere di comandare chissà quale reame, in virtù di un mio presunto quoziente intellettivo superiore (superiore a che?).
Ed è proprio in quei momenti che interrogo il mio corpo, la mia carne.
È una conversazione che consiglio caldamente a tutti, per quanto possa
facilmente degenerare nel terribile.
Scivolare con la coscienza all’interno della propria carne, farlo davvero, dà voce a quei meandri abissali di cavità spugnose, irrorate dal sangue, filamenti di connessioni, ramificazioni infinite di vene… C’è un’intelligenza che presiede a tutto questo. Se dipendesse da noi, quel “noi” che in questo momento vi scrive e quel “noi” che dalla vostra parte sta leggendo, i nostri corpi si sfalderebbero al sole come il più sventato dei Nosferatu.
C’è una spietata logica che tiene insieme gli universi anatomici, mi chiedo se sia quel Logos di cui parla Agostino, “il cui mistero”, prima di conoscerlo, “non poteva nemmeno sospettare”. Non ho avuto la fortuna, o la sventura, di essere toccato dalla fede,
nella mia vita. Eppure non fatico a sentire la vibrante verità di quelle
parole.
La nostra carne è qualcosa diverso da noi. In questo, atei e credenti
(certi credenti) sono accomunati dall’idiozia di ritenerla un semplice
strumento, meno importante della propria automobile, a cui riservano cure maggiori.
Sogno una rivolta della carne, uno splendido giorno in cui i nostri corpi
trovino la loro voce, sovrastando il patetico chiacchiericcio delle nostre
menti sprecate.
Ma cosa vai sognando, stupido Angus. Quel giorno è arrivato da tempo. I
corpi parlano, e noi… li “curiamo”.

La trama

Questo albo si apre con i nostri 3 amici in libreria, dove Angus riceve una lettera inaspettata da parte di Amos, un suo vecchio amico mennonita che vive sull’isola di Sheppey, al largo della costa settentrionale del Kent, dove gli parla di demoni e sangue, chiedendogli aiuto.

Samuel e Padre Duncan partono quindi per il Kent dove vengono ospitati da Amos e dalla sua comunità. Già mentre sono a cena la prima sera uno dei commensali viene attaccato da un demone, la stessa cosa avviene il giorno dopo ad un bambino. Amos, sollecitato da Samuel, racconta loro che tutto era iniziato un anno prima, quando avevano prestato soccorso e avevano curato uno sconosciuto posseduto da un demone.

Intanto ad Edimburgo Angus riceve la telefona di Kismet la madre di Samuel che gli dice che ormai i tempi sono maturi ma Angus la tranquillizza, rispondendole che Amos saprà proteggere suo figlio.

La scena ritorna nel Kent ed Amos, svegliando di notte Samuel, gli chiede di seguirlo ma con l’inganno lo chiude in un granaio, poi telefona ad Angus e gli dice che il piano per la salvezza di Stern e dell’intera umanità procede secondo i loro piani.

Samuel nel magazzino cerca una via di uscita ma si ritrova faccia a faccia con un esponente di Legione e …

Non vogliamo andare oltre per non svelare l’ulteriore svolgimento della storia e del suo finale, vogliamo solo farvi notare, come avete sicuramente constatato dalla copertina, che questo racconto si riallaccia all’albo n° 26 “Il figliuol prodigo”, quindi, se non ricordate la trama, andate a fare un veloce ripasso.

Non perdetevi questo nuovo capitolo di Samuel Stern, correte in edicola!!!!

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