Samuel Stern 33: I giochi di Barney

Samuel Stern 33 con il titolo: I giochi di Barney dal 30 luglio 2022.

  •  Sceneggiatura e soggetto di: Gianmarco Fumasoli, Massimiliano Filadoro e Marco Savegnago
  • Disegni: Pierluigi Minotti

Gli appunti dal Derryleng iniziano così…

Edimburgo, luglio 2022

Lao Tse, o qualche simile pazzo, deve aver detto che il gioco è la medicina
più grande (sorvolando, suppongo, sulla natura della malattia).
Una volta, in Armenia, un giocatore di scacchi mi salutò dicendo che
avrebbe riconosciuto un giocatore come me in una folla, a occhi chiusi. Al momento pensai si riferisse agli scacchi, e gli confessai di essere un terribile giocatore. Sorrise, senza aggiungere altro.
Negli anni che seguirono ripensai a quell’incontro, come alle altre cose
strane e meravigliose che accaddero in quella terra di uomini straordinari.
Giocatore? Non gioco a carte e non ho mai scommesso una sola puntata in vita mia, su uomo o animale.
Quindi, cos’è che rende un essere umano un “giocatore”, agli occhi di un
suo simile? Ipotizzo: una certa luce nello sguardo, un impeto febbrile del rischio, una svagatezza sugli argomenti generali compensata dall’anelito verso il proprio passatempo, il proprio gioco, la propria ossessione.
In altre parole, appartenere al gioco e poco al mondo. Ma quando questi
due poli si identificano, le cose si fanno interessanti.
“Allo stesso modo il mondo è semplicemente il suo gioco” si legge nel
Brahmasūtra, dove l’aggettivo possessivo è riferito all’Essere stesso, Essere che, nella frase precedente, si dice “non ha motivo di essere”.
Un giocatore non ha un vero motivo di giocare, se non il gioco stesso.
Considerare il mondo la propria plancia di gioco, è attributo divino, o
patologico? Giochiamo o siamo giocati? Qualcosa ci muove come pedine. Forze potenti ci attraversano, e le nostre identità sono abitate da archetipi.
E la percezione della pedina è quella che ci fa apparire la realtà
talmente complessa e iperframmentata da non farci cogliere le cause e gli schemi delle cose. Ma le cose sono molto più semplici, quando assumiamo la coscienza di giocare. Quando da pedina diventiamo giocatori, e ci muoviamo, senza paura di vittoria o perdita.
Giocare come i bambini, e come Dio. Spensierati e terribilmente seri.

Samuel Stern 33 trama

In tutto questo episodio, la storia è un continuo rimbalzo tra i ricordi del passato e il presente: siamo nel 1975 quando Angus che sta acquistando la libreria ed incontra Charlie  il vecchio proprietario, dandosi appuntamento nel negozio di giocattoli di suo fratello Barney che diventerà, andando avanti nel racconto, un punto centrale nello sviluppo della storia.

Nel 1990 ci sono Samuel bambino che, con la madre, viene ad Edimburgo per incontrare Padre Cornelius ed anche lui si ferma nello stesso negozio di giocattoli.

Si passa all’attualità dove invece si vede una donna, Vanessa che, mandata da Padre Duncan, chiede a Samuel di aiutarla perché sente delle presenze e pensa che, dietro tutta la serie di sventure che hanno colpito la sua famiglia, ci siano delle entità soprannaturali che si aggirano a casa sua.

Duncan e Samuel vanno ad indagare nella casa vuota di Vanessa e Samuel vede, tra i giocattoli, la stessa trottola che aveva visto quando era un bambino.

Racconta al religioso ed a Angus di averla vista proprio nel negozio di giocattoli di Barney e che, al suo interno, aveva il sigillo di Hecate considerata da alcuni come il demone degli incantesimi e della magia nera mentre Angus la definisce come la potente signora dell’oscurità e della luna.

Il negozio di giocattoli di Barney diventa a tutti gli effetti quindi un anello di congiunzione tra il passato di Angus e quello di Samuel.

Non vogliamo andare oltre nel raccontare la trama ma sembra che questo albo sia l’inizio di qualcosa di inedito per Samuel dove ci saranno nemici ed avventure nuove che speriamo portino lui e i suoi amici a sbrogliare qualche matassa in più nell’impari lotta, almeno al momento, tra il bene e le forze occulte.

Non vi perdete il racconto, correte in edicola!!!!

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