Samuel Stern La Casa Dei Sospiri

Samuel Stern 20: La Casa dei Sospiri

Samuel Stern 20 con il titolo: La Casa dei Sospiri ti aspetta in edicola dal 30 giugno 2021.

  •  Sceneggiatura: Luca Blengino
  • I disegni sono di Nicolò Palmisciano

Gli appunti dal Derryleng iniziano così…

Edimburgo, giugno 2021

Guardarsi nello specchio è un atto intrinsecamente indecente, di-
venuto normale solo per l’abitudine di farlo. Avessimo più pudore non

disperderemmo così le nostre immagini, e imiteremmo saggiamente

quegli indigeni che si rifiutano di cedere pezzi della loro anima al-
l’avidità golosa delle macchine fotografiche.

Dalla liscia superficie l’Angus alla rovescia mi guarda stranito.

Mi sembra quasi di sentirlo mentre mi rivolge le stesse parole dell’an-
tropologo Marc Augé. “Conosco la mia età, posso dichiararla, ma non ci

credo”.

Questi capelli bianchi, questa maschera carsica che mi sono co-
stretto a riconoscere, negli anni, sono veramente io, o è il quadro che

il mondo ha dipinto sulla mia tela bianca?
Sono l’affresco di Angus che invecchia al posto di quell’altro,
giovane e imberbe, in qualche anfratto della mia psiche? E io, la
coscienza che sta guardando, da una parte o dall’altra dello specchio,
sono il giovane o il vecchio? Oscar o Dorian?
Un grande regista italiano disse che nei film bruciava tutte le
cose che voleva dimenticare. È forse questo il senso segreto della mia
maschera di pelle cascante? Queste rughe, questi occhi slavati, sono
parte della rappresentazione, sono una mappa dei miei rimpianti, dei
peccati commessi e di quelli, ben più gravi, solo pensati?
Fossi solo al mondo, mostrerei ancora questo corpo piagato dalla

decrepitezza o, come il proverbiale albero solitario caduto nella fo-
resta, non avrei bisogno di portare alcuna testimonianza a chicchessia

delle rasoiate del tempo?
Ho scoperto a mie spese che l’età porta all’ossessione fatua dei
propri malanni, muti insegnanti che non si curano della vita dei loro
allievi. Una creatura, o impara o muore. Tertium non datur. Il tramonto

dell’Occidente, in fondo, non è che l’Alzheimer di una civiltà che, se-
gretamente, si sta godendo la sua riconquistata amnesia.

Angus Derryleng

Samuel Stern 20 trama

In questo ventesimo episodio Samuel viene mandato da Padre ‘O Connor sotto copertura in un’ospizio per anziani.

Nella casa di riposo Sight Place, la “t” di sight viene però cancellata dalla targa del cancello e per questo diventa “Sigh Place” casa dei sospiri, si sono verificati dei fatti inspiegabili, un anziano che tenta di ucciderne un altro e la sparizione dell’infermiera che aveva assistito al fatto e poi un suicidio senza motivo, non prima di aver confidato a Duncan di una presenza demoniaca all’interno dell’ospizio.

Questa ospite dell’ospizio, Gwineth Chipwell, prima di morire misteriosamente, aveva confidato a Padre ‘O Connor di sentirsi al centro di una macchinazione demoniaca.

Spacciandosi per un ubriacone che deve scontare la sua pena nei servizi sociali, Samuel comincia a lavorare come secondino nell’ospizio ed a investigare sui fatti accaduti.

Durante le sue indagini insieme a Padre ‘O Connor, scopre dove si è nascosta l’infermiera che gli racconta di aver visto anche lei il male durante la collisione tra i due anziani.

Samuel scoprirà cosa c’è dietro ma non vogliamo dirvi oltre per non farvi gustare il finale della storia.

Questo ventesimo albo, nonostante abbia, come tutte le storie di Stern, una componente horror, tratta di argomenti reali come la condizione degli ospizi che sono luoghi tristi, senza speranza e senza umanità  o come le malattie, come l’Alzheimer e la vecchiaia che purtroppo prima o poi arriva per tutti.

Questi temi trattati senza filtri, gli anziani con i loro disturbi che spesso vengono lasciati soli negli ospizi, ci rendono questa storia più reale e più umana.

Non lasciatevelo scappare, correte in edicola!

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