Samuel Stern 54: Il figlio dell’abisso
Samuel Stern 54 “Il figlio dell’abisso” in edicola dal 30 aprile 2024
Creduta morta, in fondo all’oceano, Arabella sembra essere tornata per consegnare, alla nostra realtà, la Bestia del mare, uno degli ultimi simboli che precedono l’inizio dell’Apocalisse del nostro Rosso.
Ma chi è, ora, Arabella, di ritorno dal regno dei morti? Cosa si nasconde dentro di lei? E mentre Samuel viene chiamato a risolvere questo ennesimo mistero, in una comunità isolata dal mondo, una coscienza angelica sembra essere interessata troppo alla donna tornata dalla morte.
Soggetto e sceneggiature di Massimiliano Filadoro – Marco Savegnago – Disegni di Lina Salsi
Appunti dal Derryleng
Edimburgo 2024, maggio
“L’anima non esiste, se non come progetto, come una potenzialità. Può esserci un pensiero più spossante di questo? Da una parte ci è vietato adagiarci nella semplicità di un comodo ateismo, dall’altra ci è preclusa la singola puntata – sul nero, sul rosso – e tutto il seguente rassicurante salmodiare. Da quale Abisso della nostra esistenza interiore pescare il materiale per costruire quest’anima, questa essenza sconosciuta in cui annullarci e rinascere (si presuppone differenti, quindi essenzialmente morti a noi stessi)? Nell’Abisso tutte le cose esistono, in potenza, ma prive di ogni significato possibile, perché disconnesse tra loro. In questo deserto è difficile inoltrarsi. Un passo, e poi un altro, e superata la prima duna, non siamo più il nostro Sé. Sull’orlo dell’Abisso l’Ego farà qualsiasi cosa, troverà ogni scusa, giurerà su tutti gli Dei reali o inventati per evitare di entrare in quella zona dove non si è più. Eppure è proprio in quella zona spaventosa che Anima sorge, come la prima alba di un mondo vergine.
In quest’ottica le nostre vite, talmente insensate se viste nella loro presunta unicità, acquistano improvvisamente un’aura diversa, come la luce di un Sole invernale sul ghiacciaio: la promessa di qualcosa di là da venire, un piccolo dio nascente. L’esperienza umana allora diventa teatro dell’essere. Spiriti, artefatti e demoni come proiezioni delle nostre emozioni. Amori e omicidi, grandi slanci e meschinità, personaggi e oggetti con cui le formiche umane allestiscono il palcoscenico del mondo, preparandolo al primo attore ancora dietro le quinte. Anima, appunto. Non mi sfugge che questa operazione richieda una tale fiducia nell’onnipotenza del pensiero da risultare una trappola per la mente, trasformando l’iniziato, il mago, in un solipsista, o un paranoide. Ma qualcuno ha ipotizzato che forse il selvaggio, il nevrotico, l’artista e il mago sono viaggiatori dello stesso treno.
La trama:
L’albo si apre con la scena di 2 ragazzi, Cybil e Nigel, che stanno giocando sulla spiaggia e che vedono emergere dal mare una donna apparentemente morta ma, mentre stanno decidendo cosa fare per salvarla, lei improvvisamente riapre gli occhi. La portano nel campo dove vivono ma gli adulti della comunità dei Travellers, a cui appartengono, pensano che la cosa migliore sia quella di riportarla in città per non avere ulteriori problemi con la polizia. La ragazza però non parla e dà la sensazione di non ricordare niente: viene deciso quindi di tenerla ancora con loro. Nigel è convinto che la ragazza faccia parte di un popolo che vive sotto il mare, un mare che in passato ha inghiottito sua madre. Finalmente la ragazza recupera la parola e racconta di essersi gettata tempo prima da una scogliera; dopo aver ringraziato tutti per averla accolta, chiede di non far parola con nessuno della sua presenza e di trovare l’unico uomo a cui vuol far sapere che lei è viva, Samuel Stern.
La scena si sposta a Edimburgo e troviamo Samuel nella libreria del Derryleng che sta conversando con il suo amico Angus e gli confida che la sua preoccupazione maggiore al momento non è la sua situazione personale ma è quella di non coinvolgere sua figlia Lily nella sua apocalisse. Si dà dello stupido per essersela creata da solo, giocando per tanti anni con l’ombra e arriva quindi a prendere una decisione, quella di voler chiudere per sempre con gli esorcismi. Angus ha però un consiglio da dargli: tutto quello che gli capiterà da questo momento in poi dovrà scriverlo, in modo da dare un senso a questi eventi e perché solo così riuscirà a dominarli. Mentre stanno conversando, ecco arrivare Sybil ed il suo amico Loni, entrambi della comunità “Lucht Siúil”, il popolo che cammina; raccontano a Samuel della ragazza e gli chiedono di seguirli. Il Rosso, non capendo chi possa essere questa donna, non vuole accompagnarli ma, mentre sta ascoltando le loro argomentazioni, ha una visione e stramazza a terra; convintosi, lo ritroviamo in auto, in viaggio verso le coste della Scozia, che scrive il suo diario o meglio i suoi “Appunti dell’apocalisse”.
Arrivati al campo Samuel riconosce la donna, si chiama Arabella Carlyle, l’aveva conosciuta anni prima, avendola liberata dall’influenza di Ailith, pur non riuscendo a salvarla, e pensava fosse morta. I membri della comunità dei travellers chiedono al Nostro cosa rappresenti realmente quella donna, gli raccontano che sta avendo un effetto strano su di loro, sta facendo vedere loro quelle “cose che escono dagli abissi”, ossia quelle persone che sono morte in mare, annegate di propria volontà. Arabella comunica a Samuel che anche lei farà parte della sua apocalisse, anche se non sa bene in quale misura e gli racconta i pochi ricordi che ha dell’abisso, tra cui uno in particolare, un bacio tra di loro: chiede quindi a Samuel di farla tornare nel mondo dei vivi, donandole una vita.
Non vogliamo raccontarti oltre, continuando ad anticiparti la trama per non toglierti il gusto di scoprire quali saranno gli sviluppi della storia e se la rappresentazione di morte e rinascita che si sta svolgendo su questa spiaggia della Scozia sia preparatoria oppure faccia parte dell’apocalisse del nostro eroe di Edimburgo.
Non Ti resta che leggere, anche questa volta, il racconto fino alla fine!!! Corri ad acquistare questa nuova avventura del nostro Samuel Stern in edicola!!!
